C’è di tutto nelle indagini sulla morte di Simonetta Cesaroni, straziata con ventinove coltellate nel pomeriggio del 7 agosto 1990, in un ufficio al terzo piano, scala B, di via Poma 2, quartiere Prati, Roma. Ci sono decine di deposizioni, perizie, testimonianze. E poi ci sono servizi segreti, un suicidio, furti, la Banda della Magliana, intercettazioni… Ma in tutto questo ora si scopre che alle trentuno persone sentite dagli investigatori, se ne dovevano aggiungere due. Mai interrogate. Così ora si torna a indagare sui due nuovi sospetti. «Ci sono elementi rimasti nell’ombra», dice a Gente l’onorevole Stefania Ascari, membro della commissione Antimafia. È da qui che sono partite le richieste di nuovi approfondimenti, dopo l’audizione di Paola Cesaroni, sorella della vittima, dell’avvocato di famiglia Federica Mondani e dello scrittore Igor…