Gli idrozoi, le meduse più primitive, hanno ocelli sensibili all’intensità luminosa: grazie a questi, regolano la loro profondità di immersione in mare. Le cubomeduse (nella foto, Alatina alata), invece, hanno organi evoluti, chiamati ropali, composti da veri e propri occhi, da cellule sensibili alla luce e da altre che consentono di orientarsi nello spazio. La vista, pur se sfocata per la mancanza di un cervello che integra i segnali visivi ricevuti, è utile per le cubomeduse perché, a differenza delle altre che si lasciano trasportare dalla corrente in attesa che il cibo vada loro incontro, nuotano attivamente e “cacciano” le prede.
600 milioni di anni: da così tanto tempo le meduse popolano i mari della Terra. Sono perfino più antiche dei dinosauri!
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